
Le ultime parole famose. Appena trapelata la notizia del fermo del giovane operaio nordafricano Mohammed Fikri c’è stata la corsa a spararla grossa, a cercare di incanalare la rabbia della gente in direzione xenofoba. Il coretto si è levato subito: colpa dell’uomo nero, in tutti i sensi. E’ stato lui, il marocchino. Senza nome né cognome: il Marocchino. Identificato il mostro, l’equazione è stata facile e immediata: sono tutti come lui, non se ne può più, devono pagare. Quindi, ecco i primi cartelli: “Marocchini fuori da Bergamo”. E poi un minaccioso “Occhio per occhio, dente per dente”, ricercato richiamo alla legge del taglione. Il tam tam della vendetta tribale contro i “nigher” si è diffuso in fretta, raggiungendo le orecchie dei leghisti meno illuminati. Mario Borghezio, e chi altri, non si è fatto pregare: “Bisogna raccogliere le impronte digitali di tutti perché quanto accaduto in questi giorni dimostra la necessità di introdurre un'aggravante per i reati commessi dai clandestini". Un assist troppo facile per i duri del Carroccio, cui non sembrava vero di additare alla piazza un’intera etnia, con tanti saluti al principio secondo cui la responsabilità penale è personale. Cosa volete che sia, sottigliezze giuridiche. E l’interrogatorio del giudice? Superfluo. Il tribunale dell’intolleranza aveva già emesso il suo verdetto: colpevole senza alcun dubbio. Ci ha pensato il presidente dei Volontari Verdi Efrem Belussi a sottolineare per bene il concetto. Con ruvida sintesi, aveva sentenziato: “Questi stranieri ci stuprano, è ora di tirare fuori i denti”. Vale la pena ricordare il curriculum del personaggio, denunciato dalla procura di Venezia per un pestaggio ai danni di due poveri camerieri stranieri durante un raduno padano di un anno e mezzo fa.
La scarcerazione di Fikri costringe purtroppo a rimangiarsi tutto. Per pudore servirebbe un dietrofront, l’ammissione di essere stati perlomeno superficiali e precipitosi. Invece qualcuno insiste e tiene duro. Vedi mai che alla fine il Marocchino c'entri davvero. “Fikri libero? Meglio così – concede il leghista Matteo Salvini - però l'equazione clandestino - alto tasso di criminalità la confermano la questura e il numero di stranieri nelle carceri, con buona pace del cardinale Tettamanzi”. Che si era permesso di dire: “Non tutti gli stranieri sono delinquenti”.
Per fortuna la gente si è rivelata più saggia di alcuni pseudopolitici e non ha cavalcato l’onda demagogico-becero-razzista. Ispirati dalla saggezza di Diego Locatelli, i cittadini di Brembate Sopra non hanno mosso un dito verso i loro compaesani stranieri. “Non siamo abituati a giudicare prima del tempo su cose che non conosciamo” aveva ammonito il sindaco, spegnendo sul nascere le derive di intolleranza e, diciamolo pure, di ignoranza. Proprio nel momento più duro e drammatico, i brembatesi hanno saputo dare una lezione di civiltà, resistendo alla facile tentazione di indossare il grembiulino del Ku Klux Klan. Chi ha parlato a sproposito se ne faccia una ragione. Per l'apertura della stagione di caccia al Marocchino dovranno attendere ancora un po'.
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